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Vaccini Covid, tra mancate consegne e dosi carenti la medicina di famiglia resta ai margini. E a pag
Administrator
#1 Inviato : venerdì 21 maggio 2021 08:31:34(UTC)
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Messaggi: 8.018

VACCINI COVID, TRA MANCATE CONSEGNE E DOSI CARENTI LA MEDICINA DI FAMIGLIA RESTA AI MARGINI. E A PAGARE SONO I PIÙ FRAGILI. ECCO PERCHÉ


Nei vaccini Covid la medicina di famiglia resta in secondo piano rispetto agli hub, con consegne a singhiozzo e talvolta estromessa dalle campagne. Ma le scelte delle regioni, se premiano nei numeri, nei fatti sono pericolose. «Nei nostri studi abbiamo il polso di assistiti fragili che gli archivi Asl degli esenti per patologia non riescono ad individuare, e garantiamo numeri solidi, salvo incepparci per motivi "esterni" come le mancate o mal programmate consegne», dice il segretario Fimmg Puglia...

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tiziano abati
#2 Inviato : venerdì 21 maggio 2021 08:31:36(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 73
😂😂😂
giovanni colonna
#3 Inviato : venerdì 21 maggio 2021 08:46:41(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 473

Come certi aspetti culturali degli italiani favoriscono il “genocidio” dei vecchietti.

I fatti dicono con grande chiarezza che la grande maggioranza dei 125 mila morti sono vecchietti. Gran parte sono morti per l’inappropriata gestione della pandemia, fin dagli inizi. Ma oggi, nonostante le vaccinazioni, nonostante l’impegno del governo a recuperare i vaccini, nonostante i moltissimi HUB organizzati per vaccinare, nonostante la forte pressione attuata per vaccinare gli anziani, il gen. Figliuolo ha dichiarato che purtroppo mancano all’appello poco più di 4 milioni di anziani che, e questa è la cosa sconcertante, non si riescono a trovare, o meglio, non si sa chi siano. I risultati non si fanno attendere e a fine maggio viaggiamo ancora con mediamente 200 decessi per covid al giorno. Immagino che continuano ad essere in gran parte anziani. Questo sta incominciando a far dire a qualche membro del CTS che dovremo cominciare a pensare ad un terzo richiamo. È veramente un brutto segnale, denso di guai.

Mi sono chiesto perché c’è questo buco di conoscenza, che non si riesce a colmare con le tante tecnologie ad hoc che esistono. Ho discusso con molti amici impegnati in prima linea contro il virus e la cosa sconcertante è che gli enti che a livello regionale sono impegnati nelle vaccinazioni (ASL o USL, ospedali, ecc.) tengono gelosamente conservati per sé i propri dati. Qui non sembra più una guerra tra regioni (che pure c’è), ma una guerra generalizzata tra strutture assistenziali che non mettono in comune le informazioni che posseggono.

Mi diceva un amico, MMG, che quando accede al suo sistema informatico di riferimento non distingue un vaccinato da un non vaccinato, quindi non può contattare i suoi assistiti anziani non vaccinati. A me  sembra strano che nel 2021 non si riesca a immettere nel sistema informativo quello che si chiama tecnicamente un “flag” (un segno di spunta) vicino ai nomi degli assistiti. Penso che il problema di tenersi stretti i dati sia per noi italiani un fatto culturale, non far sapere agli altri cosa stiamo facendo. Se ci pensate è una cultura che è simile a quella mafiosa. In politica poi è molto utilizzata, se, per esempio, un politico ha qualche problema di salute, difficilmente si saprà in giro perché è vissuto come una pericolosa debolezza, una pericolosa diminuzione del proprio potere.

In conclusione, abbiamo un problema culturale generalizzato che coinvolge tutto il paese e tutti i livelli sociali che, in un epoca come questa, produce la morte inutile di molte persone. È ben noto a tutti che anche i grossi enti nazionali non si parlano tra di loro. L’INPS, per esempio, potrebbe dare gli elenchi digitali degli over70 (che sono il 23% della popolazione totale = 13 milioni e passa di persone) per semplificare la loro ricerca, ma non lo fa. Mi viene il sospetto che non facendolo stiano risolvendo i loro problemi di deficit di cassa, o non è così?

Un saluto

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