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Fascicolo sanitario elettronico, situazione in stallo. Ecco che cosa prevederebbero le nuove linee g
Administrator
#1 Inviato : domenica 15 maggio 2022 15:38:30(UTC)
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FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO, SITUAZIONE IN STALLO. ECCO CHE COSA PREVEDEREBBERO LE NUOVE LINEE GUIDA


Un miliardo e 380 milioni: tanto stanzia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il Fascicolo sanitario elettronico, che riporta la storia sanitaria di ogni cittadino italiano. La missione è promuovere il documento nelle regioni rimaste indietro e renderlo interoperabile, cioè "leggibile" sui terminali di Asl ed ospedali, tra regioni che lo hanno sviluppato in casa con proprie specifiche. Già, perché se l'Emilia-Romagna, prima in Italia per uso del Fse, nel 2021...

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giovanni colonna
#2 Inviato : lunedì 16 maggio 2022 11:15:53(UTC)
Rank: Advanced Member
Messaggi: 637

Scusatemi il lungo articolo ma oggi lo sport nazionale in attuazione del modello PNRR sanità è quello di prendere i medici per i fondelli. Se non capite non potrete mai intervenire adeguatamente. C’è un continuo parlare di intelligenza artificiale, di fascicolo sanitario elettronico, di telemedicina, di medicina personalizzata, di cartella clinica digitalizzata, 5G, ecc. ecc. Chi più ne ha, più ne mette.

Nella maggioranza dei casi si tratta solo dei miliardi di € del PNRR bramati da imbonitori che cercano di “piazzare” un loro progetto o venditori che cercano di vendere fumo, ossia,  qualcosa che non hanno, o anche politici che intravedono “l’affare”. Quale che sia il bla, bla, bla, nessuno spiega come stanno realmente le cose e qual’é lo stato dell’arte in Italia e perché il FSE è vitale. È come per la pandemia, meno si capisce, più faccio i comodi miei.

Si tratta di spiegare, con linguaggio semplice, come e dove le tecnologie indicate sopra si incontrano, perché è poco chiaro a molti che esse avranno un seguito solo se formano un sistema integrato, organico e unico, in supporto della sanità. Il problema oggi è solo della sanità, vuoi per l’ignoranza dei decisori, vuoi per la mancanza di competenze di chi dovrebbe tecnicamente applicare le norme per eseguire i “lavori”, vuoi per la “malafede” di chi vuole solo approfittarne per fare soldi.

Quello che manca al medico è la visione d’insieme e perché il suo ruolo (e futuro) nel modello PNRR è strettamente connesso alla digitalizzazione della sanità ed al FSE.

Dividiamo il problema in parti.

Parte 1) - L’infrastruttura di trasporto dei dati (la parte telematica) dovrebbe esserci il progetto di una rete a banda larga (5G?) con i necessari accorgimenti di sicurezza per i dati sanitari (cybersicurezza). Oggi non abbiamo una banda larga diffusa capillarmente sul territorio italiano e il bando di chiamata del PNRR del 9 maggio per il 5G è andato deserto (Tim, Vodafone, ecc., dicono che a loro non conviene economicamente). Senza una banda larga dedicata che raggiunga (ovunque sia) un ospedale, uno studio medico o un’attività medica qualsiasi = niente telemedicina, niente medicina personalizzata, niente FSE, ecc. I dati sanitari hanno bisogno di una infrastruttura di trasporto sicura ed adeguata per grossi volumi di traffico, perché i dati medici sono spesso pesanti (es. RMN, TAC, ecc.). Niente banda larga capillare e protetta, niente o ridotte attività sanitarie on line (FSE, telemedicina, medicina di precisione, ecc..) perché saranno lente ed andranno in continuo time-out (l’istanza di accesso all’archivio è respinta).

Parte 2) - gli archivi di dati sanitari (la parte hardware). Tutta la tecnologia informatica sanitaria si fonda sugli archivi di dati biomedici massivi (i Big Data sanitari). Gli archivi contengono due tipi di dati: i dati biomedici ed le informazioni del singolo paziente. L’Intelligenza Artificiale (AI), mediante le reti neurali, utilizza questi archivi internazionali prima per istruirsi, imparando, poi per predire. Ci sono delle condizioni fondamentali a cui sottostare e la principale (ineludibile) è che i Big Data devono essere privi di errori, altrimenti la rete impara male e al letto del paziente predice peggio. Gli archivi internazionali (a cui tutti i sistemi di AI sono obbligati a fare riferimento) sono cresciuti accumulando dati da decenni e già contengono gli errori intrinseci derivanti da errori dovuti alle metodologie usate nelle varie epoche (es. i dati genomici e omici sul cancro). A questo si aggiunge che oggi ci si è resi conto che il 95% dei dati sanitari esistenti nei Big Data biomedici si riferiscono all’etnia caucasica (l’uomo bianco se volete). Tutti i sistemi di previsione del cancro stanno fallendo per neri, ispanici, asiatici, ed altre etnie perché, pur essendo state riscontrate significative differenze, esse sono poco rappresentate nei dati globali (sono circa 5%). L’errore è enorme perché l’AI non avendo imparato le differenze metaboliche, diagnostiche e cliniche delle varie etnie, commette numerosi errori diagnostici e clinici. Per esempio, i sistemi di predizione di AI per la predizione e la cura del cancro di neri e ispanici falliscono pesantemente negli USA e questo ha fortunatamente evidenziato il problema, la cui portata lo rende di difficile soluzione. Quindi gli archivi biomedici internazionali (che, ripeto, sono di riferimento per tutti), contengono abbastanza errori da rendere oggi significativamente poco probabile una corretta predizione per la medicina personalizzata. A questo si aggiungono i problemi di comprensione del linguaggio medico, cioè manca un’ontologia (un dizionario di disambiguazione della terminologia) e la semantica (cioè un insieme di norme che diano il corretto significato per distinguere azioni o diagnosi mediche apparentemente simili ma in realtà clinicamente diverse). Niente AI, niente telemedicina e medicina di precisione.

Parte 3) - il famoso FSE (La parte software o applicativa). L’FSE non è un posto dove riversare qualsiasi attività sanitaria in modo caotico e senza gli adeguati protocolli, esso è l’unità costitutiva del sistema di Big Data Biomedici italiano a cui faranno capo i sistemi di intelligenza artificiale nazionali (o anche privati) per predizioni assistenziali/gestionali e sanitarie (medicina predittiva o personalizzata). Per poter fare tutto questo occorre che i dati siano interoperabili. Interoperabili non significa che possono girare sulla rete per raggiungere l’archivio sanitario regionale o nazionale di pertinenza. Interoperabile significa che i dati e le informazioni depositate nei FSE devono essere integrate e codificate per essere analizzabili e comprensibili a tutti. Per ottenere questo risultato il documento medico relativo al paziente deve essere digitalizzato e strutturato. Non basta avere documenti nello standard HL7 (questo serve per farli entrare nel FSE) ma i singoli documenti devono essere digitalmente strutturati secondo le codifica CDA2, cioè il documento è internamente organizzato architetturalmente in un modo particolare per essere intellegibile a tutti e leggibile per intero. Per ottenere questo deve contenere tutti i riferimenti medico/assistenziali (classificazione analisi cliniche e strumentali/diagnostiche, classificazione malattie, dati anagrafici, identificazione del singolo medico, classificazione farmaci, ecc..), cioè tutte informazioni e dati del singolo paziente, che devono essere presentati secondo degli specifici codici nazionali e internazionali (ICD9-CM, LOINC, AIC, ATC, SNOMED, ecc.). Strutturazione e codifiche permettono di creare delle interazioni codificate in una rete unica attraverso database grafici (Data Lake) per formare un networking sanitario unico formato dall’insieme integrato di tutti gli FSE italiani (che rappresentano il sistema di Big Data Biomedici nazionale) dai quali estrarre (mediante analisi, con e senza AI), dati gestionali, amministrativi, anagrafici, sanitari, assistenziali, allorché correttamente codificati e strutturati. Pertanto, ogni singolo dato presente nel FSE del singolo paziente insieme a tutto l’insieme dei dati di tutti i pazienti, racchiusi nei FSE archiviati nel Data-Lake, rappresentano delle informazioni nodali, tutte relazionate tra di loro. Questo significa che una diagnosi fatta per un paziente da un MMG di Canicattì in Sicilia, può essere utilizzata da quel medico per sapere quali cure risolutive sono state usate da un MMG di Belluno che ha curato la stessa malattia con successo. Questo è possibile solo, e solo se, i documenti sono strutturati in modo da integrarsi interattivamente e relazionalmente con tutti i dati e le informazioni globali italiane esistenti negli archivi nazionali DATA Lake (che essendo estesi e massivi, abbisognano anche di ontologia e semantica). In questo modo si attua un’attività medica integrata e (con l’aiuto di AI), si potrà fare anche medicina predittiva.

Il sistema che oggi si sta creando è, come direbbero a Napoli, “appezzottato” (termine usato per motorini e auto rubate a cui si aggiungeva come “pezzotto” la targhetta metallica con il codice OEM ripulito) e quindi, se lo Stato non interviene normativamente con forza per imporre le codifiche, avremo solo il caos. In parte lo si è già realizzato, ma ci sono ancora discrasie (es. il cittadino utente in Emilia e Romagna è abilitato ad inserire direttamente nel FSE i propri dati sanitari pregressi (taccuino sanitario dell’assistito), in regione Campania questo non è possibile (manca il bottone carica documento). Moltissimi FSE non contengono il profilo sanitario sintetico PSS (indispensabile nelle emergenze) perché dovrebbero farlo e aggiornarlo, di volta in volta, i vari MMG che hanno avuto in cura il paziente (oltre agli interventi sanitari ospedalieri), mentre, se i documenti fossero tutti strutturati (cioè interoperabili tra di loro) il PSS si potrebbe farlo in automatico.

Quanto detto prova a spiegare perché il FSE é indispensabile e crucialmente alla base dell’infrastruttura prevista dalla riorganizzazione della sanità in Italia dal modello di assistenza descritto dal PNRR. Il PNRR sanità andrà comunque avanti, ma, se non si comprende quale potente influenza abbia la digitalizzazione sulla funzionalità dell’organizzazione sanitaria, avremo un medico ancorato al passato, e tagliato fuori dalla realtà, perché non sarà in grado né di capire il suo reale ruolo né di richiedere dei possibili accomodamenti (anche perché l’FSE sta diventando europeo con opportune norme e regolamenti già in parte approvati).

Ad oggi non ho letto ancora di nessun sindacato medico che ponga una qualche proposta tenendo conto che è l'infrastruttura digitalizzata che deciderà nei fatti l'organizzazione del lavoro giornaliero e non viceversa. Quando si vuole imporre una visione, un modello di lavoro (non molto gradito o mal compreso), si cala prima l'informatizzazione perché l'informatizzazione è già organizzazione di lavoro, o ci si adegua o si è tagliati via. 

Un saluto

 

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