Mortalità ospedaliera

lug242012

Modelli di mortalità per ictus: va considerata la gravità

Nei modelli di rischio della mortalità ospedaliera dei pazienti con ictus ischemico a trenta giorni dall’evento, se si prende in considerazione la gravità dell’ictus si ottiene una misura più precisa della valutazione dell’outcome che identifica l’efficacia...
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apr102012

Riospedalizzazioni a 30 giorni: stato dell’arte

La riduzione dei tassi di riospedalizzazione è diventato un obiettivo di rilievo per i gestori della sanità perché questo fenomeno è frequente, fonte di costi elevati, molto variabile nelle differenti realtà sanitarie e, in teoria, almeno in parte prevenibile. La riduzione delle riospedalizzazioni potrebbe pertanto costituire una opportunità per migliorare le cure e ridurre i costi della sanità. Nella realtà americana si è per questo motivo deciso di penalizzare sotto il profilo economico gli ospedali con tassi di riospedalizzazione a 30 giorni peggiori di quanto atteso. Ciò ha stimolato le organizzazioni ospedaliere e le società scientifiche rappresentative dei professionisti ad investire risorse per cercare e/o implementare soluzioni a questo problema.
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mar232012

Balduzzi, presto un portale per cittadini su performance

I dati emersi dal rapporto Agenas 2010 sulle strutture ospedaliere sono utili ai decisori regionali, ma in questo momento una loro utilizzazione per fare una lista dei buoni e dei cattivi sarebbe impropria. A dirlo il ministro della Salute, Renato Balduzzi.
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mar132012

Piano nazionale esiti 2010: le performance di aziende sanitarie e ospedali

Secondo i dati del piano nazionale esiti (PNE), nel corso del 2010 sono migliorati in modo significativo - rispetto al 2009 - i risultati di molti indicatori tra i 46 selezionati dall’Agenas per valutare la qualità dei ricoveri; tuttavia resta ancora...
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feb72012

Impatto del fine settimana sull’esito delle riacutizzazioni severe di BPCO

Nei pazienti affetti da patologie acute, inclusa la riacutizzazione di BPCO, differenze nella dotazione di personale in funzione del giorno della settimana in cui il paziente è ricoverato in ospedale possono influenzare i risultati in termini di salute....
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feb32012

Outcome peggiori negli infarti Stemi non dolorosi

I pazienti colpiti da infarto con elevazione del tratto St (Stemi) non doloroso risultano associati ad outcome peggiori rispetto ai soggetti che sono stati colpiti da uno Stemi doloroso. Si ritiene che la diagnosi tardiva determini un contributo significativo...
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gen192012

Enoxaparina non incide su mortalità dei ricoverati in acuto

L'uso di enoxaparina più calze elastiche a compressione graduata, rispetto all'impiego di solo queste ultime, non è associato a una riduzione del tasso di mortalità generale nei pazienti acuti ospedalizzati. Lo dimostrano i risultati di uno studio internazionale,...
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gen132012

Sindromi coronariche acute, l'influsso dell'anemia sugli esiti

Dall'Erasmus medical center di Rotterdam (Olanda) i dati di uno studio, durato oltre 23 anni, hanno evidenziato che quanto maggiore è il grado di anemia alla presentazione in reparto, tanto maggiore è il rischio di mortalità intraospedaliera, sia nel breve sia nel lungo termine
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nov82011

Scompenso cardiaco, nuovo parametro per valutare l'esito

Gli outcome compositi abitualmente impiegati nei trial sullo scompenso cardiaco, come il tempo alla morte per cause cardiovascolari o al primo ricovero per scompenso, presentano riconosciute limitazioni. Dai ricercatori coinvolti nello studio Charm (Candesartan...
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set292011

Candidemia nosocomiale, dati epidemiologici italiani

Nel nostro Paese la candidemia è causa di ingente morbilità. Resta da capire perché ci siano tassi così alti di setticemia negli ospedali pubblici italiani. L’interrogativo è posto da un’équipe di infettivologi e batteriologi guidati da Matteo Bassetti...
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