Politica e Sanità

dic22021

Covid-19, Ecdc: rischio Omicron da alto a molto alto. Oltre metà delle infezioni attese nei prossimi mesi

Qual è il rischio associato all'ulteriore introduzione e diffusione della variante Omicron di Sars-CoV-2 nell'Unione europea/Spazio economico europeo? "Sulla base delle prove limitate attualmente disponibili e considerando l'elevata incertezza, il livello complessivo di rischio per i Paesi Ue/See associato a Omicron è valutato da alto a molto alto". E' la conclusione a cui approda l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel documento di valutazione della minaccia rappresentata dal nuovo mutante per l'Europa.

"L'evidenza dei casi iniziali di questa nuova variante che è stata raccolta da tutto il mondo è limitata - si legge - ma suggerisce che Omicron può essere associata a una trasmissibilità maggiore rispetto a Delta, sebbene manchino ancora prove solide. Rimane una notevole incertezza relativa all'efficacia del vaccino, al rischio di reinfezione e ad altre proprietà di Omicron. Sulla base di questi fattori, la probabilità di un'ulteriore introduzione e diffusione nella comunità della nuova variante di preoccupazione è attualmente valutata come alta", argomenta l'Ecdc.

Rimangono "altamente incerte", poi, le "stime attuali sulla gravità dell'infezione associata a Omicron. Le evidenze attualmente disponibili sollevano serie preoccupazioni sul fatto che Omicron possa essere associata a una significativa riduzione dell'efficacia del vaccino e ad un aumento del rischio di reinfezione. Non è ancora noto con Omicron il grado di protezione contro le malattie gravi conferito dalla pregressa infezione o dalla vaccinazione. I Paesi dell'Ue/See stanno ancora affrontando" gli effetti "dell'elevato numero di casi di Delta - conclude l'Ecdc - L'impatto dell'ulteriore introduzione e diffusione di Omicron potrebbe", anche in ragione di questo, "essere molto elevato, ma questa situazione deve essere valutata man mano che emergeranno ulteriori informazioni".

Per quel che riguarda il numero di paesi che segnalano casi continua la crescita a livello globale con un totale di 352 casi confermati segnalati da 27 Paesi", secondo un aggiornamento alle 16 del 1 dicembre. Questo numero include "70 casi confermati segnalati da 13 Paesi dell'Unione europea/Spazio economico europeo".
"La maggior parte dei casi confermati - ribadisce l'Ecdc - ha una storia di viaggi in Paesi dell'Africa meridionale" e alcuni di loro "hanno preso voli in coincidenza in altre destinazioni tra l'Africa e l'Europa. Diversi Paesi europei hanno già segnalato una successiva trasmissione comunitaria o domestica". Ancora una volta viene precisato dall'Ecdc che "tutti i casi per i quali sono disponibili informazioni sulla gravità erano asintomatici o lievi" e che, "ad oggi, non ci sono stati casi gravi e nessun decesso riportato tra questi casi".

"Le evidenze attuali su trasmissibilità, gravità" della malattia "e fuga immunitaria sono altamente incerte per la variante di preoccupazione Omicron" del coronavirus pandemico. "Tuttavia, i dati preliminari dal Sudafrica suggeriscono che potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla variante Delta. In tal caso, i modelli matematici indicano che Omicron dovrebbe causare oltre la metà di tutte le
infezioni da Sars-CoV-2 nell'Ue/Spazio economico europeo entro i prossimi mesi". E' una delle valutazioni riportate dall'Ecdc. "Tanto maggiore è il vantaggio di crescita di Omicron rispetto alla variante Delta e la sua circolazione nell'Ue/See - si legge - tanto più breve è il tempo previsto prima che Omicron causi la maggior parte di tutte le infezioni da Sars-CoV-2".


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