Politica e Sanità

apr132021

Covid-19, il governo al lavoro per le riaperture. Dai medici no ad allentamenti prematuri

Riaperture graduali fatte sulla base dell'andamento del Covid-19 e delle vaccinazioni. Il premier Mario Draghi spinge per consentire al Paese, alle prese con l'emergenza Covid e le varianti che accelerano la corsa del virus, seppur gradualmente, di ripartire. Il presidente del Consiglio avrebbe chiesto al Cts di lavorare su protocolli 'meno rigidi' per le aperture'. Anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ad 'Agora' su Rai3, spiega di essere «a favore delle riaperture», ma «guardiamo i dati e difendiamo quello che abbiamo guadagnato, altrimenti rischiamo di aprire in anticipo e di dover richiudere». Sarebbe dunque un errore «anticiparle prima del 30 aprile. Aspetterei le prossime valutazioni», dice, prevedendo la possibilità di allentare le restrizioni a partire da inizio maggio.

La ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini ha annunciato che «dal 20 aprile ci sarà un punto in Consiglio dei ministri per valutare la possibilità, sulla base dei contagi e dell'andamento del piano vaccinale, di qualche segnale di apertura già da aprile; ma maggio sarà il mese della ripartenza: quindi tutti i ministeri sono al lavoro, stanno costruendo i protocolli per poter ripartire». «In questa settimana il governo varerà un provvedimento molto importante per quanto riguarda il sostegno alle attività economiche - ha ricordato Gelmini -. Sappiamo che tante attività dai bar ai ristoranti, alle palestre, al turismo, per citarne solo alcuni, hanno avuto ingenti danni: il nostro compito è quello di risarcire queste attività ma soprattutto quello di farle ripartire il prima possibile e il governo è al lavoro proprio su questo». A Palazzo Chigi la data per riaprire ancora non c'è e si continua a ribadire la linea dettata dal premier Mario Draghi: le prossime settimane saranno quelle in cui si parlerà di riaperture e non di chiusure. Ed "essenziali" per ogni decisione saranno i dati e l'andamento della campagna vaccinale. Quel che è certo è che quando si deciderà di riaprire ci saranno interventi selettivi e graduali. Per questo si è cominciato a lavorare sui protocolli di sicurezza dei vari settori, a partire dal mondo della cultura e della ristorazione. Il Comitato tecnico scientifico ha iniziato dalle richieste di musei, cinema, teatri e spettacoli dal vivo, che chiedono di poter tornare a lavorare e puntano ad un ampliamento della capienza finora consentita da 200 persone a 400 al chiuso e da 400 a mille all'aperto.

Ad essere contrari ad allentare le restrizioni per avviare quanto prima le riaperture sono i medici. Anaao Assomed, insieme a tutte le sigle sindacali degli operatori sanitari, fanno presente che «le condizioni di sovraccarico di tutto il sistema ospedaliero e la persistente elevata mortalità impongono molta cautela nell'allentare le misure restrittive della movimentazione sociale».  Ogni prematuro allentamento delle restrizioni «potrebbe mettere a rischio tanto la vita dei pazienti affetti da COVID-19 - sostengono -  costringendo per carenza di posti letto gli operatori a scelte strazianti sotto il profilo etico, come il triage inverso, quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere ancora una volta sacrificata a causa della sottovalutazione del rischio di una persistente elevata circolazione del virus, sulla quale i medici e i dirigenti del servizio sanitario nazionale lanciano da tempo, inascoltati, tutti gli allarmi possibili». È per questo che chiedono alla politica di non sottovalutare la situazione, ma di analizzare meglio il quadro dell'andamento clinico ed epidemiologico della pandemia. «Senza una soluzione duratura della crisi sanitaria - concludono - non vi potrà essere una ripresa economica né un ritorno in sicurezza alle normali relazioni sociali».


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