Politica e Sanità

nov102021

Oncologia, Pinto (Ficog): Oggi manca una governance globale per coordinare tutti gli studi nazionali

«Abbiamo bisogno di risorse, di personale per la ricerca scientifica strutturata e non più precaria, abbiamo bisogno di un forte coordinamento e di una forte strategia nazionale». Questi i punti deboli della ricerca oncologica in Italia, secondo Carmine Pinto, presidente della Federazione dei gruppi cooperativi italiani per la ricerca oncologica (Ficog), come spiega a Doctor33, a margine dell'evento realizzato da Edra e da Centro Studi Americani, con il supporto per la divulgazione da parte di Roche, dal titolo "Medicina di Precisione in Oncologia - Scenari e Modelli Applicativi".

«Le prospettive della ricerca ai tempi dell'oncologia mutazionale sono sicuramente importanti e gli approcci terapeutici ai pazienti oncologici cambieranno sempre di più nei prossimi anni. Oggi, all'interno di studi clinici, possiamo definire marcatori tumorali verso i quali sviluppare dei farmaci. Individuare dei marcatori significa vedere se questi farmaci funzionano oppure determinano una resistenza. Tutto ciò può essere fatto all'interno dei trial clinici controllati», spiega Pinto. In Italia, però, ci sono una serie di aspetti da migliorare, in primis, Pinto cita la necessità di sopperire alla mancanza «di una governance globale, un coordinamento tra tutti gli studi che vengono fatti nel nostro Paese. Molte volte ci sono studi che si sovrappongono, non parlano tra di loro. Noi come federazione italiana di gruppi per la ricerca oncologica, abbiamo questa attività: rendere omogenea e interattiva la ricerca clinica con quella traslazione biologica». Altro punto, è la necessità di avere «un piano nazionale per ricerca in oncologia e, a seguire, una piattaforma unica nazionale dove inserire tutti i dati che abbiamo, elaborare i risultati e dare, in questo modo, anche una riposta più rapida ai nostri pazienti ed essere più competitivi a livello internazionale».
Le chance offerte dalla medicina di precisione ai sistemi sanitari sono tante e significative. «L'oncologia di precisione oggi può permettere di dare la terapia giusta al paziente giusto e questo può migliorare in maniera importante gli outcame di quel paziente», sintetizza Pinto. Nello specifico, chiarisce: «L'oncologia di precisione e gli studi di genomica ci permettono di definire quali alterazioni molecolari sono driver, cioè permettono e favoriscono lo sviluppo di un tumore nel nostro paziente. Ci permettono di definire per quali pazienti è più appropriata una terapia e questo cambia la storia naturale del paziente - sottolinea - perché evitiamo al paziente tossicità inutili, non diamo ai pazienti terapie che non funzionano e soprattutto iniziamo più rapidamente le terapie di cui ha bisogno, in maniera molto selezionata e molto personalizzata». Pinto ne evidenzia anche un vantaggio economico e sociale perché «avere terapie selettive ci permette di risparmiare, di non utilizzare male i nostri farmaci. Se la terapia funziona il paziente avrà un periodo più lungo in cui quella malattia è controllata. Questo ha un impatto molto importante anche da un punto di vista economico perché si riduce il peso assistenziale e quindi il costo di un'assistenza, di un paziente che non rientra in ospedale, che non ha una cattiva qualità di vita e che non ha bisogno del caregiver. All'impatto economico-sanitario ai aggiunge, quindi, anche un rilevante impatto sociale per i pazienti e per i familiari».

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