Politica e Sanità

set202021

Terza dose, al via in Italia. Uno studio israeliano fa il punto sull'efficacia. Ecco i risultati

In Italia si parte con la terza dose per le persone immunocompromesse, trapiantati e malati oncologici con determinate specificità, circa 3 milioni di pazienti. Rieti è già partita la scorsa settimana con 40 trapiantati. Si somministrerà almeno dopo 28 giorni dalla seconda, e il prima possibile se tale lasso di tempo è già trascorso. I vaccini sono quelli a mRna (Pfizer e Moderna). Dieci le categorie destinatarie di questa dose addizionale. Poi verranno le dosi 'booster' per chi, a distanza di tempo, o forse per via delle varianti, ha bisogno di una dose di rinforzo a fronte del calo di copertura immunitaria come over-80, residenti nelle Rsa e sanitari. Questa da somministrarsi a 6 mesi dall'ultima dose.

Uno studio condotto in Israele e pubblicato sul New England Journal of Medicine, sulla base dei dati del ministero della Salute israeliano sugli over 60 vaccinati con ciclo completo, emerge che rispetto alla variante Delta, la terza dose Pfizer "porterebbe l'efficacia del vaccino tra i soggetti che hanno ricevuto il richiamo a circa il 95%, un valore simile all'efficacia del vaccino originale riportata contro la variante Alfa". Tema ancora caldo se la terza dose è per tutti, proprio come in Israele (ora dai 40 anni in su). In questa fase, dice il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, su La Stampa «stiamo ancora valutando se, quando e a chi fare un'ulteriore iniezione. Il tema, comunque, non è una terza dose a pioggia». Invita ad aspettare più dati il virologo dell'Università di Milano e direttore dell'Irccs Galeazzi, Fabrizio Pregliasco, in merito a una terza dose «universale» mentre ritiene fondamentale «dare rinforzo ai più fragili per metterli in sicurezza rispetto a un atteso colpo di coda del virus in inverno». Mentre il virologo Roberto Burioni, docente all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano sollecita «subito la terza dose per i sanitari pur lasciando priorità a prime dosi e copertura dei fragili». In effetti, si registra una forte impennata di contagi tra medici e infermieri, segno che, probabilmente, la copertura vaccinale non dura così tanto come si aspettava. L'Ordine dei medici chiede di accelerare con le terze dosi. I numeri parlano da soli: i dati del monitoraggio «Epicentro» dell'Istituto superiore di sanità dicono che dall'11 giugno all'11 luglio si contavano appena 212 casi, ad agosto sono stati addirittura 1.951, come riporta 'La Stampa'. Un incremento del 600 per cento che potrebbe essere sottostimato visto che molti medici, in piena estate, erano in ferie e dunque meno propensi a sottoporsi ai test. Insomma, il contagio corre ma - per fortuna - non gli effetti gravi: il vaccino continua comunque a proteggere dalle forme gravi della malattia. Non ci sono infermieri o medici finiti in terapia intensiva o deceduti.
Il dibattito sulla terza dose del vaccino per il Covid si infiamma e divide gli Stati Uniti, con gli esperti della Food and Drug Administration che raccomandano il booster solo per gli over 65 ed i fragili e un nuovo studio del Centers for Disease Control and Prevention che osserva un 'significativo' calo dell'efficacia contro i ricoveri di Pfizer-Biontech, inducendo a ritenere necessaria una terza dose generalizzata, così come sostiene da mesi Anthony Fauci. Il no della Fda contro la somministrazione di una terza dose di vaccino anti-Covid Pfizer alla popolazione «non è la fine della storia»: lo ha detto il principale consulente medico della Casa Bianca Fauci intervistato dalla Cnn. «Non penso che abbiano fatto un errore. Ma la gente deve capire che le informazioni e i dati continuano ad arrivare, ogni giorno ed ogni settimana. (La Fda) Continuerà ad osservarli in tempo reale». La raccomandazione dell'agenzia - che ha però dato il suo ok alla terza dose per gli over-65 - è stata vista come una sconfitta della linea del presidente Joe Biden, sostenuta da Fauci, in favore della terza dose generalizzata. Ma Fauci ha detto che la proposta era sempre stata legata al via libera della Fda. «I dati continuano ad arrivare, e io credo che noi assisteremo ad un'evoluzione di questa procedura», ha aggiunto.

Anche in Inghilterra, invece, si parte con le terze dosi. Il 'Guardian' fa sapere che hanno diritto al richiamo 'booster' tutti gli over 50, gli anziani nelle Rsa, gli operatori sanitari, le persone fragili over 16 in condizioni di salute a rischio e i badanti che assistono gli immunodepressi. «Le dosi di richiamo sono un modo importante per tenere sotto controllo il virus a lungo termine e proteggeranno i più vulnerabili durante i mesi invernali», ha sottolineato il ministro della salute, Sajid Javid, esortando «tutti coloro che ricevono una lettera o un messaggio a fare il richiamo il prima possibile in modo da poter rafforzare il muro di difesa in tutto il Paese cui contribuisce ogni vaccino». Il booster prevede nel Regno la somministrazione di una dose di Pfizer o metà di quella di Moderna.
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