Clinica
Gastroenterologia
07/01/2025

Il ruolo della dieta mediterranea nella gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali

Specifici nutrienti della dieta mediterranea riescono a influenzare il microbioma intestinale e la gestione delle malattie infiammatorie intestinali. Ecco come

DIETA_MEDITERRANEA_ITALIA

Un recente studio pubblicato su Nutrients ha esplorato come specifici nutrienti abbondanti nella dieta mediterranea (MD) influenzino il microbioma intestinale e la gestione delle malattie infiammatorie intestinali (IBD).

I ricercatori hanno scoperto che la MD è legata a un minor rischio di malattie croniche come le IBD, e che le proteine vegetali, gli acidi grassi omega-3, i polifenoli, la chitina, il resveratrolo e i frutto-oligosaccaridi (FOS) possono supportare questi benefici.

Background

Le malattie infiammatorie croniche intestinali, tra cui la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, sono caratterizzate da alterazioni della barriera intestinale e infiammazione cronica, con sintomi come dolore addominale, perdita di peso e diarrea.

Il microbiota intestinale, un insieme complesso di microrganismi che colonizzano l’intestino umano, gioca un ruolo chiave nello sviluppo e nella progressione delle IBD. Disbiosi o alterazioni della composizione microbica possono aggravare l’infiammazione intestinale.

La dieta rappresenta una promettente strategia per modulare il microbiota intestinale e gestire l’IBD. In particolare, la dieta mediterranea, ricca di olio d’oliva, noci, legumi, cereali integrali, verdure, frutta e povera di grassi animali e cibi processati, è stata associata a una migliore salute intestinale.
Questa dieta promuove batteri intestinali benefici che producono acidi grassi a catena corta (SCFA), che supportano un ambiente intestinale sano.

Gli autori hanno condotto una ricerca bibliografica su PubMed utilizzando termini specifici relativi alla MD, al microbioma intestinale e alle IBD, concentrandosi sui dati preclinici degli articoli pubblicati dal 2019 al 2024.

I nutrienti identificati

I carboidrati, in particolare i prebiotici come inulina, β-glucani e frutto-oligosaccaridi, favoriscono la crescita di batteri benefici che diminuiscono l’infiammazione come Bifidobacteria e Lactobacilli. Questi possono ridurre i sintomi dell’IBD migliorando la permeabilità intestinale e la composizione del microbiota.

Composti come chitosano e polifenoli (ad esempio, dai mirtilli rossi) hanno dimostrato benefici sulla salute intestinale in modelli animali, ma sono necessari studi sull’uomo per valutarne la sicurezza e l’efficacia a lungo termine.

Le proteine vegetali presenti nella dieta mediterranea mostrano effetti antinfiammatori, mentre le proteine animali, soprattutto da carni rosse e processate, possono aggravare i sintomi dell’IBD.

I grassi della MD, prevalentemente insaturi, come quelli dell’olio d’oliva, hanno effetti protettivi contro l’infiammazione e i sintomi dell’IBD. Gli acidi grassi omega-3, presenti in pesce e fonti vegetali, mostrano proprietà antinfiammatorie, sebbene le evidenze siano ancora inconclusive.

Inoltre, il Kefir, un prodotto fermentato, modula il microbiota intestinale e migliora i sintomi dell’IBD.

Alcuni aminoacidi, come il triptofano, sono correlati alla regolazione della risposta immunitaria, offrendo spunti promettenti per la gestione dell’IBD.

La quercetina, presente in frutta e verdura come cipolle, bacche e uva, ha effetti protettivi contro lo stress ossidativo e l'infiammazione. Può promuovere la salute intestinale aumentando i batteri benefici e migliorando la rigenerazione delle cellule intestinali.
L'astaxantina, proveniente dai frutti di mare, è un altro potente antiossidante con proprietà antinfiammatorie, mentre il licopene dei pomodori aiuta a ridurre l'infiammazione e mantenere l'integrità intestinale.
La curcumina, presente nel curcuma, e il gallato di epigallocatechina (EGCG) del tè verde mostrano anche promesse nella riduzione dell'infiammazione e dello stress ossidativo.

La vitamina D, importante per la salute intestinale, è spesso bassa nei pazienti con IBD ma può essere assorbita meglio attraverso la dieta mediterranea.

Conclusioni

Sebbene le evidenze cliniche siano limitate, la dieta mediterranea potrebbe supportare i trattamenti innovativi come il trapianto di microbiota fecale. Tuttavia, l’aderenza alla dieta può essere ostacolata da sintomi gastrointestinali e fattori psicologici.

Sebbene i singoli composti siano benefici, la combinazione di nutrienti della MD può agire sinergicamente per supportare la salute intestinale e ridurre l'infiammazione, specialmente nelle IBD. Ricerche future dovrebbero concentrarsi su strategie dietetiche personalizzate, considerando il microbioma, i fattori genetici e lo stile di vita dei pazienti, per ottimizzare i trattamenti e migliorare la qualità della vita dei soggetti affetti da IBD.


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